Vini scopriamo i più costosi al mondo

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Il vino è tra le prelibatezze che la maggior parte degli Italiani amano degustare a pranzo o a cena, oltre ad essere una delle bevande più apprezzate in tutto il mondo. Il nostro Paese poi non ama solo berlo, ma anche produrlo, infatti questo settore vede l’Italia primeggiare a livello internazionale per qualità e quantità.

Tante sono le occasioni o gli eventi in cui una bottiglia viene aperta: dal matrimonio fino al festeggiamento di una laurea, passando anche per la classica festa 18 anni.

 Rispetto alla birra, che viene spesso bevuta in occasioni di uscite con amici o serate in discoteca, il vino tende ad essere considerata una bevanda per occasioni speciali. E spesso ad occasioni speciali corrispondono bottiglie o vini speciali, tuttavia quanto costano quelli più pregiati? Andiamo a scoprire quelle bottiglie il cui costo farebbe girare la testa, in tutti i sensi, agli appassionati.

Prodotto qualche anno prima della rivoluzione francese, nel 1787, lo “Chateu d’Yquem” rappresenta tra i vini più pregiati, costosi e vecchi al mondo. Apprezzatissima annata, assieme a quella del 1847, le cronache raccontano che fosse uno dei vini preferiti (e custoditi) dal presidente degli Stati Uniti e loro padre fondatore, Thomas Jefferson. Il costo di una bottiglia è di poco inferiore ai 73.500 €. Risale al 1945 invece un Bordeaux di “Chateau Mouton Rothschild”, la cui bottiglia è da ben 3 litri, la cui fama è celebrata persino in alcune pellicole cinematografiche e rappresenta una delle migliori annate dell’intero ‘900. Tutto ciò fa si che il suo costo a bottiglia sia stratosferico: poco più di 84.000 €.

Di qualche anno più giovane, 1947, tuttavia anch’esso esemplare di una delle migliori annate del secolo scorso, lo “Chateau Cheval Blanc” è contenuto all’interno di un’altra bottiglia da ben 3 litri ed ha raggiunto, in occasione di un’asta, la quotazione stellare di poco più di 99.000 € a bottiglia. Sempre della fortunata annata 1787 e sempre appartenuto, secondo le cronache, al presidente USA Thomas Jefferson è invece un pregiatissimo “Chateau Lafite”, che ha raggiunto il costo di poco più di 117.500 € a bottiglia. Questo prezioso esemplare appartiene già da diversi decenni alla famiglia Forbes ed ai suoi discendenti, magnati dell’editoria e proprietari dell’omonima rivista.

La bottiglia di vino più pregiata è o, per meglio dire, era uno “Chateau Margaux” del 1787, appartenuta anch’essa alla celeberrima collezione di Thomas Jefferson. Questo prezioso esemplare infatti è stato ridotto in frantumi, durante un evento organizzato proprio dalla sua casa produttrice a New York. L’assicurazione, in seguito, ha dovuto risarcire il suo legittimo proprietario per la somma astronomica di poco più di 165.000 €, sebbene la richiesta iniziale di questi fosse nettamente superiore.

 

Vendere vino a Dubai: cose da sapere

 

Per vendere vino a Dubai è necessario, in primo luogo, pensare alle traduzioni in inglese e nella lingua locale: traduzioni necessarie non solo per le etichette, ma anche per tutti i contratti, gli allegati e i documenti necessari. Per avere la garanzia di risultati ottimali, il suggerimento è quello di contattare un’agenzia di traduzione professionale. Una volta risolta la questione, ci si può dedicare alla vendita vera e propria, individuando la soluzione più adatta per il proprio business. Un’idea potrebbe essere quella di puntare su un e-commerce, un negozio virtuale che permetta di esportare in ogni angolo del mondo e, di conseguenza, anche negli Emirati Arabi Uniti (è qui che si trova Dubai). Certo, bisogna valutare con la massima attenzione la situazione, poiché un’azienda vitivinicola potrebbe incontrare più di una difficoltà in questo ambito: non solo per i costi di manutenzione e gestione del sito web, ma anche per la necessità di farsi conoscere in Rete.

Per un’azienda di piccole dimensioni, insomma, non è detto che l’e-commerce sia l’idea più adatta per vendere vino a Dubai. Una valida alternativa, in ogni caso, c’è, ed è quella del dropshipping, che prevede di introdurre, tra il produttore e i clienti finali, una figura terza: una specie di intermediario, sempre nell’ambito di una vendita online, che prescinde dall’esistenza di un magazzino. Con il dropshipping, l’intermediario ha il compito di promuovere, di presentare, di far conoscere e di pubblicizzare le bottiglie, adottando una serie di tecniche e di strategie di marketing digitale di grande impatto.

Il dropshipping per la vendita di vino a Dubai si dimostra conveniente per tutte le parti in causa, a iniziare dai produttori e dai fornitori, che grazie a questo strumento hanno la possibilità di estendere la propria rete di vendita e al tempo stesso di migliorare la visibilità del marchio non dovendo impegnare risorse per la comunicazione e la sua gestione. Gli accordi contrattuali che vengono sottoscritti con chi gestisce gli e-commerce, per di più, sono garanzia di affidabilità e sicurezza dal punto di vista dei pagamenti. Gli stessi intermediari, ovviamente, beneficiano di questa soluzione, perché possono dare il la a un’attività non dovendo occuparsi della fase di produzione, di quella della logistica, di quella dell’imballaggio e di quella della spedizione. Gli intermediari ricevono una percentuale su ogni vendita, e tra l’altro non rischiano di avere a che fare con giacenze di invenduto.

Infine, questo meccanismo avvantaggia anche i clienti di Dubai, che possono scoprire vini nuovi e scegliere il metodo di pagamento che prediligono, con Paypal o carta di credito.