Qual’è il vino rosso più indicato per il pranzo domenicale?

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Un bel vino rosso in grado di esaltare un pranzo abbondante ma soprattutto allegro perché passato in compagnia: non solo l’appuntamento domenicale con i parenti ma anche il brunch con gli amici ad esempio o l’evento e l’occasione speciale da festeggiare. L’importante è che non manchi una buona bottiglia di vino che metta tutti d’accordo e magari un gran finale con bottiglie pregiate di rum Caroni.

Una breve ma preziosa selezione di vini rossi di eccellente qualità

Il primo consiglio fa riferimento ad un Chianti classico Riecine, prodotto dall’uva rigorosamente colta a mano e poi pestata con i piedi. Il profumo è quello dei lamponi gialli, dell’eucalipto e della radice di liquirizia. Il gusto è rotondo, fresco, dai tannini eleganti e un finale floreale di rosa. Per la produzione di questo Chianti classico Riecine si utilizzano uve di qualità sangiovese e la bottiglia costa all’incirca una ventina di euro. L’abbinamento è perfetto se cucini quaglie arrosto con patate al sale di Cervia (oppure se conosci già il menù).

Un vino dal bel rosso acceso e luminoso è il Fiorano 2010. Il suo profumo ricorda cassis, rabarbaro e leggeri tocchi di fiori rossi. La nota iodata che lo contraddistingue viene esaltata da una vena acida che sfocia in un finale persistente. Il Fiorano nasce nella zona di Roma da uve Cabernet Sauvignon e Merlot e il prezzo a bottiglia si aggira intorno ai 45 euro.

Il Sassicaia Bolgheri doc 2012 nasce dal terreno sassoso della collina che domina Bolgheri ed ha un inconfondibile colore rubino e luminoso. Il profumo è di more di rovo, eucalipto con un finale selvatico e speziato. Il gusto è rotondo, complesso e pieno. Richiama frutti rossi e note di polvere di cacao con tannini raffinati e persistenti. Le uve utilizzate per la sua produzione sono le Cabernet Sauvignon e le Cabernet Franc. Un vino speciale, che si abbina perfettamente alle costolette di agnello al forno ma che ha un costo più elevato rispetto agli  altri, da dedicare ad una vera occasione da festeggiare. La bottiglia costa in effetti 150 euro.

Un vino all’altezza di ogni aspettativa è il San Leonardo 2008 della Tenuta San Leonardo del Trentino. Prodotto dalle uve Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Carmenere, Merlot, il San Leonardo del 2008 è di un color rosso intenso e luminoso, con profumo di visciole e menta e sfumature speziate e fresche. Il gusto è rotondo, caldo e cremoso con un piacevole finale acido e balsamico. Si abbina alla perfezione con piccione arrosto e patate profumate al timo e la bottiglia costa circa 40 euro.

Infine, un’eccellenza tutta pugliese come il Nero di Troia 2013, prodotto dalla cantina Passalacqua di Apricena, in provincia di Foggia. Le uve sono quelle pure del Nero di Troia, il profumo ricco di ciliegie, fiori rossi con richiami di rabarbaro e menta. Il gusto è avvolgente e fresco e  si chiude con il sapore di cacao amaro e tocchi salini persistenti. Qui si abbina al cinghiale al tegame con le patate e la bottiglia costa circa 10 euro.

 

 

Alla scoperta dei vini del Lazio

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La città di Roma e tutta la regione del Lazio, sono conosciute per essere luoghi  in cui  si gusta ottima cucina tradizionale e  anche un’eccellente produzione di vino. Da qualche tempo infatti molti dei turisti che giungono nella capitale per delle gite, dopo aver prenotato negli hotel per gruppi a Roma, decidono sempre di fare un tour enogastronomico alla scoperta di questa regione.

Il Lazio ha una lunga tradizione per quel che riguarda la degustazione dei vini, girando per la capitale è possibile trovare numerose trattorie ed enoteche,che offrono una ricchissima selezione di vini tipici del territorio.

I migliori vini del Lazio

La maggior parte dei vini prodotti del Lazio sono di  origine controllata e sono tra i più esportati al mondo, inoltre la regione offre una vasta scelta sia di bianchi che di rossi e rosè.

Cesanese del Piglio

Questo vino rosso, di tipologia DOCG viene prodotto in Ciociaria, nelle campagne che circondano i comuni di Piglio ed Anagni. Come tutti i vini di qualità deve rispettare delle precise regole di coltivazione, infatti per il Cesanese del Piglio è vietata la forzatura. Tutte le pratiche, compresa quella dell’imbottigliamento, devono essere praticate nella zona DOC, per evitare che il vino si guasti.

Aleatico di Gradoli

Questo vino rosso DOC viene prodotto nelle campagne del nord della Tuscia e si contraddistingue soprattutto per il suo gusto di frutta fresca e la sua dolcezza.

Ha una storia antichissima, risalente agli Etruschi.  Secondo la leggenda il vino è nato in una grotta, chiamata Poggio del Diavolo, qui  viveva il demonio che terrorizzava gli abitanti locali, finchè  non venne sconfitto da un leone. Da qui nacque una vite, infatti lo stemma riportato sull’etichetta del vino rappresenta proprio un leone accanto ad una vite.

Frascati

Il  vino bianco DOC  Frascati è tra i più importanti e conosciuti della regione, viene prodotto nelle terre alle porte di Roma.

Il vino Frascati si caratterizza per le diverse tipologie che presenta, tra queste troviamo:

  • Malvasia bianca di Candia

  • Bombino Bianco

  • Trebbiano Bianco

Le principali particolarità del vino di Frascati:  olore paglierino, odore delicato, sapore secco.

Castelli Romani

Quella dei Castelli Romani è una delle zone più famose per la produzione del vino, soprattutto er le numerose varietà presenti tra cui il DOC Castelli Romani bianco.

Questo tipo di vino si sposa a meraviglia con i piatti di pesce  e gli antipasti,  presenta un colore paglierino poco intenso e al palato risulta essere fruttato e frizzantino.

 

Alla scoperta del Nero di Troia

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BISCEGLIE, La “GIORNATA DELL’ASSAGGIATORE” ONAV

 

ALLA SCOPERTA DEL NERO DI TROIA

Oltre 20 vini in degustazione, curiosità e approfondimenti sul vitigno autoctono pugliese

 

Si chiama “Giornata dell’Assaggiatore” la manifestazione dedicata interamente al vitigno autoctono “Nero di Troia” che si svolgerà al Nicotel Bisceglie (Via della Libertà, 62 – Bisceglie) il prossimo 13 novembre. Si tratta del terzo appuntamento dell’anno e rientra nel programma di formazione tecnica dedicata ai soci Onav ed è organizzata da Onav Nazionale in collaborazione con la Sezione di Bat e Bari.

Da 65 anni ormai l’ONAV organizza corsi annuali aperti a chiunque sia curioso di conoscere l’interessante e affascinante mondo del vino.

Il Nero di Troia è un vitigno che matura a inizio di ottobre, caratterizzato dalla buccia nera e spessa, con polpa carnosa e dolce. Secondo la leggenda l’eroe greco Diomede, conclusasi la guerra di Troia, navigò per il mare Adriatico fino a risalire il fiume Ofanto e lì, trovato il luogo ideale, fondò varie città fra cui l’antica Canusium e vi piantò quei tralci di vite che aveva portato con sé come ricordo e che diedero origine all’Uva di Troia.

Leggenda a parte, la prima pubblicazione scientifica in cui compare la denominazione Uva di Troia o Vitigno di Canosa risale al 1875, quando il direttore della cantina sperimentale di Barletta, il professor Giuseppe Frojo, membro del comitato Ampelografico Centrale, con l’intenzione di rispolverare l’antica leggenda, ribattezzò il vitigno della vicina e antica Canusium Uva di Troia. Prima di allora, invece, si era sempre utilizzata la denominazione Vitigno di Canosa, come confermato da una memoria pubblicata nel 1844 a firma di Achille Bruni, docente di Botanica all’Università di Napoli e curatore della Nuova Enciclopedia Agraria. Nella descrizione, indicando i vitigni indigeni a bacca rossa coltivati nel territorio ofantino, il Bruni cita precisamente: Vitigno di Canosa, Zagarese e Gaglioppo.

Oggi il Nero di Troia è il terzo vitigno autoctono a bacca nera più diffuso della regione (circa 2.500 ettari) e contraddistingue la vitivinicoltura del centro-nord della Puglia, trovando la sua terra d’elezione sui terreni calcarei delle colline dell’Alta Murgia, dove è alla base dei vini rossi della denominazione Castel del Monte (circa 1.900 ettari), e della Capitanata.

 

Questo il programma:

DOMENICA 13 NOVEMBRE 2016 – NICOTEL BISCEGLIE

 

Ore 10,00 – Presentazione del territorio di produzione e del vitigno Nero di Troia

Ore 10,45 – Degustazione guidata di un’ampia selezione di vini ottenuti dal vitigno Nero di Troia tra le eccellenze del territorio

Ore 13,00 – Pranzo

Ore 15,30 – Conclusione della giornata

 

Interventi:

Vito Intini, Presidente Nazionale Onav

Michele Alessandria, Direttore Nazionale Onav

Pasquale Porcelli, Consigliere Nazionale e Delegato Onav Bat

 

Per info e prenotazioni: ONAV BAT (345-9686350 – bat@onav.itwww.facebook.com/onavbat)

 

Alla scoperta dell’eccellenza vitivinicola italiana che affonda nella storia. il Prosecco

Prosecco-PVC

Il prosecco, uno dei gioielli vanto della tradizione enologica italiana, è considerato oggi un vino bianco che negli anni ha raggiunto e superato il suo rivale d’oltralpe, lo Champagne, diventando dunque il vino italiano maggiormente amato ed esportato. Molte sono le richieste di questo pregiato e sofisticato vino, provenienti da tutto mondo: dal Regno Unito alla Svizzera, dalla Germania al Canada. Si prospetta, per rispondere alle ingenti domande, di estendere i vitigni di circa 3.000 ettari destinati alla sua produzione.

Il prosecco. Scopriamo dunque un pò di questo vino che non conosce frontiere.
La sua zona di origine è la splendida zona collinare che abbraccia il capoluogo friulano, Trieste, e che oggi viene riconosciuta unanimemente come la zona del prosecco.
La sua storia ha inizio circa nel XVI, quando si spacciò l’antico vino locale “ribolla” come l’erdere del “pucino”, leggendario vino che allietava le serate dei romani, tanto celebrato nella “Naturalis Historia” da Plinio e amato da niente meno che la moglie dell’imperatore Augusto, Livia.
Ma col tempo, aumentarono le richieste di un vino ben commercializzato da una città dalla grande tradizione marittima come Trieste.
Nacque quindi l’esigenza di distinguerlo dai prodotti meno pregiati e, ispirandosi alla zona di produzione (Torre di Prosecco, nell’omonima località), prese il nome attuale con il quale è apprezzato in tutto il mondo.

Oggi il prosecco è uno squisito vino frizzante bianco la cui produzione si è allargata dal Friuli Venezia Giulia (nelle province di Gorizia, Trieste e Pordenone) alla maggior parte del Veneto (escluse le province di Verona e Rovigo) garantito con il marchio DOC.
Quello prodotto a Conegliano (sede della più antica scuola di Enologia d’Italia e dal cui castello il panorama sui colli ammantati di viti è spettacolare), a Valdobbiadene , nella zona dei Colli Asolani e di Montello, vantano anche il marchio DOCG.

Il Prosecco alle origini era un semplice bianco frizzante. Solamente in seguito fu seguito il metodo Charmat, ossia la spumantizzazione, che lo ha fatto apprezzare sulle tavole di tutto il mondo. In realtà i puristi preferiscono chiamare questo vino “Glera”, dal nome delle uve da cui deriva: grappoli rigogliosi, grandi e lunghi.
Un prosecco deve contenere almeno l’85% di questa uva e non più del 15% può essere costituito da uve quali Chardonnay, Bianchetto, Pinot nero, bianco e grigio, e Perera.
E’ bene ricordare che solo il vino prodotto da uva gherla, nelle zone vitivinicole di cui sopra, possono essere denominati prosecco.

Un vino dal brillante colore dell’oro, che inebria con la sua fresca fragranza floreale e con il suo gusto frizzante, fortemente aromatico e con una decisa acidità garantita dal metodo Charmat. E’ un vino con poche proteine, grassi e pochi zuccheri: infatti il suo apporto energetico deriva essenzialmente dalla gradazione alcolica, peraltro mai troppo alta, aggirandosi questa sui circa 10,5°- 12°.
Esistono tre varietà di prosecco: lo spumante, con un “perlage” costante e fine, perfetto per accompagnare i dolci e gli aperitivi; il frizzante, più delicato che si abbina al pesce; il prosecco “tranquillo”.
Il metodo migliore per godere al meglio di questo vino è a temperatura piuttosto fresca, tra i 6° e i 10°.