Food: la nuova tendenza del social eating

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Si chiama social eating ed è una nuova tendenza in fatto di cibo. Ma cosa vuol dire esattamente questa espressione? Significa, letteralmente, “mangiare sociale”, ovvero, tradotto in parole più semplici, la condivisione sociale o comunitaria del cibo e del momento in cui si mangia. Insomma, oggi a proposito di food, si va oltre la solita pizzeria o il ristorantino e si approda direttamente a una tavola “condivisa” in cui mangiare diventare una sperimentazione a tutti gli effetti e una cena un vero e proprio viaggio alla scoperta di sapori e mondi nuovi.

Che si tratti di grandi chef stellati o cuochi improvvisati o ancora appassionati del settore, in questo caso, si organizza una cena o comunque un evento food come se si trattasse di una degustazione vera e propria, in una scenografia d’effetto e assolutamente anti-convenzionale. Chi partecipa si trova a pagare il conto delle spese vive sostenute e al limite quello del luogo scelto per la serata, ma nulla di più.

La tendenza ha origini britanniche e nasce diverso tempo fa, inizialmente sotto forma di cene segrete organizzate in case private a cui si accedeva solo tramite invito e che poi si sono trasformate in veri eventi di moda. Il social eating oggi è un fenomeno molto diffuso anche in Italia, nelle città più grandi e importanti, da Milano a Roma. Di volta in volta, vengono organizzate serate speciali in location molto particolari, come il Cohouse a Roma, che si adattano perfettamente allo stile e all’essenza di questi eventi.

Come funziona il social eating

Come detto, si tratta di cene/evento a poco prezzo – direttamente proporzionale al tipo di serata e di cibo – organizzate da cuochi più o meno famosi e di mestiere per far provare qualcosa di nuovo e inedito ai commensali. Le persone in genere vengono invitate da qualcuno o accedono all’invito tramite Facebook o altri social network. Il social eating, infatti, è innanzitutto figlio di questa epoca. Con queste serate a sorpresa, spendendo relativamente poco, si ha la possibilità di fare un po’ di sane pubbliche relazioni e sperimentare qualcosa di nuovo. In genere dopo aver deciso dove collocare la serata, si procede a darne pubblicità tramite i social o il sito web del locale che ospiterà la cena. Il menu è molto importante e spesso vale l’intera riuscita dell’evento. Il target di riferimento è costituito per lo più dai più giovani che meglio si adattano a situazioni al buio come potrebbe essere una serata di social eating.

Dunque, da risposta alla crisi economica che affligge la maggior parte del mondo da diversi anni a questa aperta, il social eating oggi si è trasformato in una delle tendenze principali del mondo del food.

 

Ricette cocktail: come prepararli facilmente in casa

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Ami andare in discoteca e scatenarti con la musica dei migliori dj roma, sorseggiando un ottimo e rinfrescante drink, ma questa volta vorresti festeggiare il tuo compleanno a casa in compagnia dei tuoi amici e stupirli preparandogli dei gustosi cocktails? Non ti preoccupare, non è una missione impossibile, anzi è molto più facile di quanto sembri. L’importante è avere fantasia, dei bicchieri adatti, un bastoncino, un mixing glass, zucchero di canna, fettine e scorze di limone, cannucce, foglie di menta e olive verdi.

I migliori drink

Trasformarsi in un bartender non è poi molto difficile, ovviamente si realizzeranno dei cocktail abbastanza semplici ma nello stesso tempo gustosi e frizzanti, ideali da offrire ai propri ospiti per festeggiare un evento speciale o una riunione tra amici. Di seguito sono illustrate alcune ricette, facili e veloci per preparare delle bevande ottime.

  • Spritz: l’origine di questo drink è veneta, basta mettere all’interno di un bicchiere, preferibilmente un tumbler, un bitter, del vino bianco, un pò di acqua minerale e una fettina di limone.

  • Aperol Spritz: mettere dei cubetti di ghiaccio in un bicchiere rock di dimensioni medie, aggiungere del prosecco, un aperol e della soda. Mescolare gli ingredienti con una cannuccia e decorare il bicchiere con una fetta di arancia.

  • Cuba Libre: un drink classico e molto amato, per prepararlo basta mettere dei cubetti di ghiaccio in un bicchiere tumbler, il succo di mezzo limone, tre dita di rum bianco e riempire la parte restante con la cola. Infine decorare il bicchiere con una fettina di lime.

  • Sex on the beach: mettere all’interno di uno shaker 3 cubetti di ghiaccio, mezza parte di vodka alla pesca, una parte di succo di mirtillo, una di succo di arancia e una di succo di ananas e mezza parte di vodka classica. Agitare per bene lo shaker e versare in un tumbler con una ciliegina.

  • Cosmopolitan: versare all’interno delle shaker Vodka, succo di limone, Cointreau e succo di ribes o mirtillo. Agitare e versare in una coppetta decorata con una fettina di limone.

  • Negroni: è un cocktail che contiene un elevato tasso alcolico, per prepararlo è necessario mettere in un tumbler 4 cubetti di ghiaccio, una parte di Gin, una di Bitter Campari e una di Martini Rosso. Decorare il bicchiere con una fettina di arancia.

  • Americano: riempire un bicchiere fino alla metà con del Campari e l’altra parte con il Vermut Rosso. Spruzzare della soda e mescolare.

 

Vino, tradizione e novità  del settore: tutti gli eventi a cui partecipare

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Tra la fine di questo anno e l’inizio del 2017, saranno molti gli eventi dedicati al mondo dei vini e dei distillati.

A partire dal mese di dicembre, proprio in concomitanza con il capodanno a roma, si terrà presso la Città dell’altra Economia in zona Testaccio, la manifestazione “Vignaioli artigiani naturali”, due giorni ricchi di appuntamenti dedicati alla produzione naturale del vino sul territorio italiano. A partire dalla tarda mattinata si potrà prendere parte a degustazioni di vini prodotti da varie cantine provenienti da tutta Italia, la caratteristica comune della produzione proposta è che si tratta di uva coltivata senza alcun tipo di forzatura, completamente priva di processi chimici di sintesi e che rispetta l’antica tradizione della vigna. Ci sarà spazio anche per un dibattito importante proprio sul tema, con interventi mirati che riguardano la sempre più sentita esigenza di ottenere una legislatura anche a livello europeo, che tuteli questa tipologia di produzione. Durante la manifestazione si potranno degustare vini accompagnati da musica live e assistere alla visione di due pellicole cinematografiche sul mondo dei vini “Mondovino” e “Resistenza naturale”

Ad inizio anno nuovo, più precisamente a Sassari presso le cantine della Tenuta Dettori, nel mese di gennaio si terrà una rassegna dedicata alla coltivazione biodinamica. Il seminario durerà un weekend e sarà tenuto da un famoso viticoltore francese che ha dedicato e applicato alle sue vigne la coltivazione biodinamica, producendo vini ormai famosi in tutto il mondo. L’occasione sarà importante anche per capire come curare una vigna e la cantina seguendo questa tecnica molto in voga. A fine serata degustazione di alcune delle migliori bottiglie con la guida di una famosa sommelier italiana. Costo del seminario circa 130 euro, mentre per la sola degustazione di 100 euro.

Tra fine gennaio e febbraio anche Cuneo ospiterà un evento sempre sulla biodinamica applicata al mondo dei vini, con la partecipazione di un esperto italiano che affronterà le tematiche relative alla gestione del terreno, della vigneto e della vinificazione. La quota di partecipazione è di euro 60.

Nel mese di marzo a Vicenza Expo si terrà “Sorgentedelvino LIVE” giunta ormai alla nona edizione. Tre giorni di manifestazione ricca di appuntamenti con l’intento di rappresentare ed esaltare il territorio, la tradizione e le coltivazioni naturali.

Per finire in bellezza, ad aprile presso Verona Expo, ci sarà quella che ormai è la classica e più famosa fiera di settore: Vinitaly 50° edizione. Approfondimenti, espositori italiani ed esteri, degustazioni di cibi tradizionali da accompagnamento ai vari vini e distillati, seminari sul settore agroalimentare e tutte le sue novità e soprattutto grandi chef stellati che prepareranno piatti eccezionali da accompagnare ai diversi vini.

 

 

 

L’aperitivo nascita e diffusione della bevanda

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 La parola aperitivo serve per indicare un tipo particolare di bevanda che nel nostro paese viene fatta solitamente nelle ore che anticipano il pranzo e la cena e alcuni tra i locali più importanti ne hanno fatto un vero e proprio business come ad esempio all’Os Club Roma.

Oggi l’aperitivo non è considerata una bevanda vera,  ma un metodo di preparazione e consumo delle bevande alcoliche o analcoliche, infatti l’aperitivo può essere indicato anche come soft drink.

Ci sono alcuni drink come il Campari Soda e il Negroni, che sono compresi nella lista dell’International Bartenders Association.

Storia e diffusione dell’aperitivo

L’aperitivo nasce a Torino nella bottega di liquori del di Antonio Benedetto Carpano conosciuto per aver inventato nel 1786 il vermut, un vino bianco a cui venivano aggiunto uno speciale infuso fatto con più di trenta erbe e spezie che veniva servita all’interno del suo locale e in poco tempo si espanse in tutta la città e grazie a due delle maggiori ditte produttrici di alcolici in Italia, la Cinzano e la Martini anche in tutta Europa, dove l’aperitivo era conosciuto da tutti come  Martini, visto che il liquore era alla base della maggior parte dei cocktail che venivano fatti .

Nel corso del  tempo la pratica dell’aperitivo ha subito diverse modifiche non perdendo mai il suo fascino ed è passato alla storia per essere un momento di grande aggregazione sociale  e di grande importanza, tanto che nel 800 anche la Casa Reale si dilettava spesso in lunghi aperitivi sorseggiando quella che era la bevanda ufficiale di corte il vermut Gancia,  una variabile di quello originale.

Oggi ogni bar e locale del nostro paese offre la propria variabile di aperitivo,  che viene sempre accompagnato da diversi stuzzichini  come: olive patatine salatini mentre in alcuni casi come quelli dell’apericena è possibile mangiare anche primi e secondi pagando l’ aperitivo, il cui costo solitamente varia dai  2 ai 3 euro, qualcosa in più ma gustando una cena veloce.

In Italia l’aperitivo  può variare anche in base alla zona dove viene fatta, infatti ogni luogo ha i propri riti per l’aperitivo che vengono rispettati gelosamente.

Nel nord, soprattutto in Lombardia l’aperitivo è un evento importante e viene offerto in grande stile, soprattutto nei week  end, mentre in altre parti del nord come il Veneto e il Friuli Venezia Giulia è molto legato alla tradizione, qui infatti si mangia di meno e si bevono soprattutto vini bianchi e prosecco di tradizione locale, anche se sta prendendo sempre più piede lo Spritz, una bevanda con vino bianco e aperol.

Al sud solitamente l’aperitivo è accompagnato da pietanze di pesce e durante l’estate gli eventi legati all’ aperitivo si protraggono fino a notte fonda.

 

 

Qual’è il vino rosso più indicato per il pranzo domenicale?

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Un bel vino rosso in grado di esaltare un pranzo abbondante ma soprattutto allegro perché passato in compagnia: non solo l’appuntamento domenicale con i parenti ma anche il brunch con gli amici ad esempio o l’evento e l’occasione speciale da festeggiare. L’importante è che non manchi una buona bottiglia di vino che metta tutti d’accordo e magari un gran finale con bottiglie pregiate di rum Caroni.

Una breve ma preziosa selezione di vini rossi di eccellente qualità

Il primo consiglio fa riferimento ad un Chianti classico Riecine, prodotto dall’uva rigorosamente colta a mano e poi pestata con i piedi. Il profumo è quello dei lamponi gialli, dell’eucalipto e della radice di liquirizia. Il gusto è rotondo, fresco, dai tannini eleganti e un finale floreale di rosa. Per la produzione di questo Chianti classico Riecine si utilizzano uve di qualità sangiovese e la bottiglia costa all’incirca una ventina di euro. L’abbinamento è perfetto se cucini quaglie arrosto con patate al sale di Cervia (oppure se conosci già il menù).

Un vino dal bel rosso acceso e luminoso è il Fiorano 2010. Il suo profumo ricorda cassis, rabarbaro e leggeri tocchi di fiori rossi. La nota iodata che lo contraddistingue viene esaltata da una vena acida che sfocia in un finale persistente. Il Fiorano nasce nella zona di Roma da uve Cabernet Sauvignon e Merlot e il prezzo a bottiglia si aggira intorno ai 45 euro.

Il Sassicaia Bolgheri doc 2012 nasce dal terreno sassoso della collina che domina Bolgheri ed ha un inconfondibile colore rubino e luminoso. Il profumo è di more di rovo, eucalipto con un finale selvatico e speziato. Il gusto è rotondo, complesso e pieno. Richiama frutti rossi e note di polvere di cacao con tannini raffinati e persistenti. Le uve utilizzate per la sua produzione sono le Cabernet Sauvignon e le Cabernet Franc. Un vino speciale, che si abbina perfettamente alle costolette di agnello al forno ma che ha un costo più elevato rispetto agli  altri, da dedicare ad una vera occasione da festeggiare. La bottiglia costa in effetti 150 euro.

Un vino all’altezza di ogni aspettativa è il San Leonardo 2008 della Tenuta San Leonardo del Trentino. Prodotto dalle uve Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Carmenere, Merlot, il San Leonardo del 2008 è di un color rosso intenso e luminoso, con profumo di visciole e menta e sfumature speziate e fresche. Il gusto è rotondo, caldo e cremoso con un piacevole finale acido e balsamico. Si abbina alla perfezione con piccione arrosto e patate profumate al timo e la bottiglia costa circa 40 euro.

Infine, un’eccellenza tutta pugliese come il Nero di Troia 2013, prodotto dalla cantina Passalacqua di Apricena, in provincia di Foggia. Le uve sono quelle pure del Nero di Troia, il profumo ricco di ciliegie, fiori rossi con richiami di rabarbaro e menta. Il gusto è avvolgente e fresco e  si chiude con il sapore di cacao amaro e tocchi salini persistenti. Qui si abbina al cinghiale al tegame con le patate e la bottiglia costa circa 10 euro.

 

 

Quando potare il vigneto seguendo le fasi lunari

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L’agricoltura biologica prevede il rispetto di una serie di regole che consentono a chi la pratica un soddisfacente raccolto di prodotti vegetali  non inquinati da disinfettanti e da pesticidi.

La viticoltura è una delle attività agricole più diffuse nelle nostre campagne che si prestano all’impianto dei vigneti ecosostenibili e alla produzione di eccellente uva da tavola e da trasformazione.

Le attività legate alla realizzazione del vino, secondo tradizione tramandata dagli anziani, dovrebbero avvenire in concomitanza con le fasi lunari che influiscono in modo determinante sulla  riuscita dell’ impianto del vigneto,  della potatura delle viti, dell’irrigazione della vigna, della vendemmia, della pigiatura dell’uva, del travaso del vino, generando, alla fine dell’iter produttivo, vini eccellenti per qualità organolettiche e ricchi di oligoelementi essenziali alla salute.

Coloro che si dedicano alla viticoltura biologica per professione o per diletto, al fine di programmare ogni azione, aquistano o consultano online un calendario lunare che indica i giorni e i mesi dell’ anno utili al compimento delle singole operazioni. Infatti coltivare seguendo le fasi lunari significa fondamentalmente conoscere i periodi in cui la Luna favorisce l’impianto delle giovani viti e la loro crescita oppure  la potatura dei tralci, il raccolto e la trasformazione dell’uva, prima in mosto, poi in vino.

Nel mese di febbraio, ad esempio, appena le temperature cominciano ad innalzarsi, dopo aver consultato il calendario lunare si dovrebbe segnare nell’agenda delle semine e dei raccolti i giorni di luna calante in cui procedere alla potatura delle viti, eliminando i tralci più deboli e lasciando ad ogni piantina dai tre agli otto rami. Da prevedere anche il travaso del vino per farlo durare più a lungo. Il vino vecchio andrebbe travasato all’aria mentre il vino nuovo dovrebbe essere ossigenato per farlo schiarire e andrebbe imbottigliato anzitempo qualora la fermentazione non dovesse procedere in modo normale.

La potatura delle cime dei tralci, al fine di agevolare il nutrimento dei grappoli, andrebbe eseguita nel mese di giugno sempre in fase di luna calante perché si ritiene che in questa posizione la Luna aiuti la crescita delle radici di tutte le piante verso cui affluisce, copiosa, la linfa con conseguenti irrobustimento del fusto ed aumento di frutti. Unica eccezione alla regola è costituita dalla potatura delle viti giovani da eseguire per tre anni consecutivi in fase di luna crescente affinché il succo dei grappoli diventi denso e concentrato. La potatura a regola d’arte vuole che vengano lasciate ad ogni tralcio le ultime 6/7 foglie che si trovano dopo l’ultimo grappolo.

Alla scoperta dei vini del Lazio

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La città di Roma e tutta la regione del Lazio, sono conosciute per essere luoghi  in cui  si gusta ottima cucina tradizionale e  anche un’eccellente produzione di vino. Da qualche tempo infatti molti dei turisti che giungono nella capitale per delle gite, dopo aver prenotato negli hotel per gruppi a Roma, decidono sempre di fare un tour enogastronomico alla scoperta di questa regione.

Il Lazio ha una lunga tradizione per quel che riguarda la degustazione dei vini, girando per la capitale è possibile trovare numerose trattorie ed enoteche,che offrono una ricchissima selezione di vini tipici del territorio.

I migliori vini del Lazio

La maggior parte dei vini prodotti del Lazio sono di  origine controllata e sono tra i più esportati al mondo, inoltre la regione offre una vasta scelta sia di bianchi che di rossi e rosè.

Cesanese del Piglio

Questo vino rosso, di tipologia DOCG viene prodotto in Ciociaria, nelle campagne che circondano i comuni di Piglio ed Anagni. Come tutti i vini di qualità deve rispettare delle precise regole di coltivazione, infatti per il Cesanese del Piglio è vietata la forzatura. Tutte le pratiche, compresa quella dell’imbottigliamento, devono essere praticate nella zona DOC, per evitare che il vino si guasti.

Aleatico di Gradoli

Questo vino rosso DOC viene prodotto nelle campagne del nord della Tuscia e si contraddistingue soprattutto per il suo gusto di frutta fresca e la sua dolcezza.

Ha una storia antichissima, risalente agli Etruschi.  Secondo la leggenda il vino è nato in una grotta, chiamata Poggio del Diavolo, qui  viveva il demonio che terrorizzava gli abitanti locali, finchè  non venne sconfitto da un leone. Da qui nacque una vite, infatti lo stemma riportato sull’etichetta del vino rappresenta proprio un leone accanto ad una vite.

Frascati

Il  vino bianco DOC  Frascati è tra i più importanti e conosciuti della regione, viene prodotto nelle terre alle porte di Roma.

Il vino Frascati si caratterizza per le diverse tipologie che presenta, tra queste troviamo:

  • Malvasia bianca di Candia

  • Bombino Bianco

  • Trebbiano Bianco

Le principali particolarità del vino di Frascati:  olore paglierino, odore delicato, sapore secco.

Castelli Romani

Quella dei Castelli Romani è una delle zone più famose per la produzione del vino, soprattutto er le numerose varietà presenti tra cui il DOC Castelli Romani bianco.

Questo tipo di vino si sposa a meraviglia con i piatti di pesce  e gli antipasti,  presenta un colore paglierino poco intenso e al palato risulta essere fruttato e frizzantino.

 

A ROMA LA QUINTA EDIZIONE DI UN EVENTO UNICO NEL MONDO DEL VINO INTERAMENTE DEDICATO ALLE VECCHIE ANNATE

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Domenica 20 novembre
Hotel Radisson Blu, Roma
Ore 11.30 – 19.30

A ROMA LA QUINTA EDIZIONE
DI
UN EVENTO UNICO NEL MONDO DEL VINO
INTERAMENTE DEDICATO ALLE VECCHIE ANNATE

In assaggio annate introvabili delle etichette più rappresentative
di oltre sessanta cantine da tutta Italia.
In programma degustazioni guidate da grandi firme del settore
e la presentazione del libro “Vini da scoprire” di Giunti Editore

Dopo l’ultima scoppiettante edizione è ormai tutto pronto per LIFE OF WINE (www.lifeofwine.it), evento unico nel mondo del vino interamente dedicato alle vecchie annate, in programma DOMENICA 20 NOVEMBRE a Roma. Alla sua quinta edizione, LIFE OF WINEideato e curato da Studio Umami (www.studioumami.com), agenzia con sede a Firenze specializzata da anni in comunicazione ed organizzazione di eventi enogastronomici – vedrà riunirsi DALLE 11.30 ALLE 19.30 nelle accoglienti sale dell’HOTEL RADISSON BLU (via Filippo Turati 171, di fronte alla Stazione Roma Termini – www.radissonblu.com) OLTRE SESSANTA GRANDI CANTINE da tutta Italia.

In postazioni individuali, presiedute dagli stessi produttori, o dai loro più stretti rappresentanti, ogni azienda porterà in assaggio l’ultima annata in commercio e almeno due vecchie annate della sua etichetta più rappresentativa. Un’occasione straordinaria per tutti gli appassionati che, attraverso l’assaggio di bottiglie spesso introvabili sul mercato, potranno esplorare l’evoluzione del vino nel tempo grazie agli oltre 200 vini presenti declinati in diverse annate; il tutto arricchito dalla possibilità di conoscere e confrontarsi con i vignerons, scoprendo, nei loro racconti, le storie ed i territori sempre unici che ne accompagnano lavoro e passione.

LIFE OF WINE si avvarrà da quest’anno della collaborazione di due noti wine writers, FRANCESCO FALCONE e GIAMPAOLO GRAVINA, impegnati a rafforzare la selezione delle aziende per renderla ancor più rappresentativa delle tante anime del vino italiano.

Fra le grandi novità dell’edizione 2016 due DEGUSTAZIONI GUIDATE a cura dei giornlisti ANTONIO BOCO e GIAMPAOLO GRAVINA, a numero limitato e accessibili su prenotazione, e l’AREA FOOD. In calendario anche la presentazione-degustazione del LIBRO “VINI DA SCOPRIRE” (Giunti Editore).

Lista delle aziende presenti: http://www.lifeofwine.it/vini-e-aziende-2016/
Facebook: https://www.facebook.com/Life-of-Wine-249159771798182/?fref=ts

Hotel Radisson Blu, Via Filippo Turati, 171 – Roma
Ingresso: Intero: euro 20 – Ridotto soci AIS/FISAR/ONAV: euro 15
Omaggio stampa e operatori di settore (un ingresso ad esercizio) con pre-accredito a marco@studioumami.com

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PROGRAMMA:

Dalle ore 11.30 alle ore 19.30
APERTURA BANCHI DI ASSAGGIO

Ore 11.30 – Sala degustazioni
PRESENTAZIONE DEL LIBRO “VINI DA SCOPRIRE” (Giunti Editore)
Una raccolta unica e preziosa di vini sorprendenti prodotti da vignaioli poco noti o sconosciuti, con oltre 120 etichette raccontate in una forma chiara e godibile che mette il lettore – anche quello più lontano dal mondo monomaniacale degli enofili – al centro. Scritto da tre fra i più apprezzati critici vinicoli italiani – Armando Castagno, Giampaolo Gravina e Fabio Rizzari – il volume sarà presentato per la prima volta a Roma con un incontro-degustazione in cui gli autori daranno voce non solo al libro, ma anche ad alcuni dei vignaioli che hanno reso possibile il progetto e che porteranno in assaggio una loro etichetta.

Ore 15.30 – Sala degustazioni
RETROSPETTIVA IN CHIAROSCURO:
L’EVOLUZIONE DEI BIANCHI INTERPRETATA COME RISORSA
(Degustazione guidata a cura del giornalista e scrittore Giampaolo Gravina)
Capezzana – Trebbiano Toscana Igt 2000 / Ca’ Lojera – Lugana Superiore Doc 2002 / Cantina Caldaro – Castel Giovanelli Alto Adige Sauvignon Doc 2004
Cesani – Pancole Vernaccia di San Gimignano Docg 2008 / Capannelle Chardonnay Toscana Igt 2009 / Roccafiore Fiorfiore Umbria Grechetto Igt 2011
Feudi di San Gregorio – Pietracalda Fiano di Avellino Docg 2012 / Pantaleone – Onirocep Pecorino Falerio Doc 2013

Costo: 25 euro (20 euro con biglietto ingresso Life of Wine) – Prenotazione (consigliata): anna@studioumami.com

Ore 17.30- Sala degustazioni
IL CALORE DI UN MOMENTO:
LA SORPRENDENTE VITALITÀ DEL ROSSO MEDITERRANEO ALLA PROVA DEL TEMPO
(Degustazione guidata a cura del giornalista Antonio Boco)
Tasca d’Almerita – Rosso del Conte Contea di Sclafani Doc 1998 / Montevetrano – Montevetrano Colli di Salerno Igt 2003
Agostina Pieri – Brunello di Montalcino Docg 2004 / Tenute Chiaromonte – Chiaromonte Gioia del Colle Doc Primitivo Riserva 2005
Barba – I Vasari Montepulciano d’Abruzzo Doc 2008 / Basilisco – Basilisco Aglianico del Vulture Doc 2012
Contini – Barrile Isola dei Nuraghi Rosso Igt 2012 / Librandi – Gravello Val di Neto Rosso Igt 2004

Costo: 25 euro (20 euro con biglietto ingresso Life of Wine) – Prenotazione (consigliata): anna@studioumami.com

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Alla scoperta del Nero di Troia

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BISCEGLIE, La “GIORNATA DELL’ASSAGGIATORE” ONAV

 

ALLA SCOPERTA DEL NERO DI TROIA

Oltre 20 vini in degustazione, curiosità e approfondimenti sul vitigno autoctono pugliese

 

Si chiama “Giornata dell’Assaggiatore” la manifestazione dedicata interamente al vitigno autoctono “Nero di Troia” che si svolgerà al Nicotel Bisceglie (Via della Libertà, 62 – Bisceglie) il prossimo 13 novembre. Si tratta del terzo appuntamento dell’anno e rientra nel programma di formazione tecnica dedicata ai soci Onav ed è organizzata da Onav Nazionale in collaborazione con la Sezione di Bat e Bari.

Da 65 anni ormai l’ONAV organizza corsi annuali aperti a chiunque sia curioso di conoscere l’interessante e affascinante mondo del vino.

Il Nero di Troia è un vitigno che matura a inizio di ottobre, caratterizzato dalla buccia nera e spessa, con polpa carnosa e dolce. Secondo la leggenda l’eroe greco Diomede, conclusasi la guerra di Troia, navigò per il mare Adriatico fino a risalire il fiume Ofanto e lì, trovato il luogo ideale, fondò varie città fra cui l’antica Canusium e vi piantò quei tralci di vite che aveva portato con sé come ricordo e che diedero origine all’Uva di Troia.

Leggenda a parte, la prima pubblicazione scientifica in cui compare la denominazione Uva di Troia o Vitigno di Canosa risale al 1875, quando il direttore della cantina sperimentale di Barletta, il professor Giuseppe Frojo, membro del comitato Ampelografico Centrale, con l’intenzione di rispolverare l’antica leggenda, ribattezzò il vitigno della vicina e antica Canusium Uva di Troia. Prima di allora, invece, si era sempre utilizzata la denominazione Vitigno di Canosa, come confermato da una memoria pubblicata nel 1844 a firma di Achille Bruni, docente di Botanica all’Università di Napoli e curatore della Nuova Enciclopedia Agraria. Nella descrizione, indicando i vitigni indigeni a bacca rossa coltivati nel territorio ofantino, il Bruni cita precisamente: Vitigno di Canosa, Zagarese e Gaglioppo.

Oggi il Nero di Troia è il terzo vitigno autoctono a bacca nera più diffuso della regione (circa 2.500 ettari) e contraddistingue la vitivinicoltura del centro-nord della Puglia, trovando la sua terra d’elezione sui terreni calcarei delle colline dell’Alta Murgia, dove è alla base dei vini rossi della denominazione Castel del Monte (circa 1.900 ettari), e della Capitanata.

 

Questo il programma:

DOMENICA 13 NOVEMBRE 2016 – NICOTEL BISCEGLIE

 

Ore 10,00 – Presentazione del territorio di produzione e del vitigno Nero di Troia

Ore 10,45 – Degustazione guidata di un’ampia selezione di vini ottenuti dal vitigno Nero di Troia tra le eccellenze del territorio

Ore 13,00 – Pranzo

Ore 15,30 – Conclusione della giornata

 

Interventi:

Vito Intini, Presidente Nazionale Onav

Michele Alessandria, Direttore Nazionale Onav

Pasquale Porcelli, Consigliere Nazionale e Delegato Onav Bat

 

Per info e prenotazioni: ONAV BAT (345-9686350 – bat@onav.itwww.facebook.com/onavbat)

 

Il boom delle birre artigianali

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Negli ultimi anni è ritornato di gran voga, nel campo enogastronomico, un ritorno al consumare prodotti biologici, artigianali o a chilometro zero. Lo sviluppo della cultura dello slow-food come risposta quasi automatica a quella del fast-food, di chiara matrice a stelle e strisce, può essere definita un ritorno al passato. Quando negli anni '80 anche in Italia prese piede la cultura dei “paninari” quello era una questione quasi più di costume, con i ragazzi che guardavano all'America più come stile di vita, influenzati da film e telefilm oltre che dalla pubblicità, che di gusto culinario. Negli anni però l'abitudine al comprare prodotti di largo consumo delle grosse case industriali si è piano piano radicata nelle famiglie italiane, di norma molto tradizionaliste in materia. Il ritorno quindi ad uno slow-food, più consono alle nostre abitudini, è stato come una reazione naturale, adattandosi però alle forme ora più in voga come quello del panino veloce. Questa tendenza, unita al fatto che la crisi economica spinge spesso soprattutto i più giovani ad inventarsi con le proprie mani nuovi lavori, ha fatto fiorire tutta una serie di piccoli produttori dal ramo caseario fino a quello della frutta e degli ortaggi, oltre che naturalmente olio, vino e birra. Proprio quest'ultimo settore è negli ultimi tempi in sempre più rapida espansione.

I tanti birrifici artigianali

La birra è una bevanda che ha radici storiche lunghe quasi come quelle del vino. Addirittura si parla di birra già ai tempi dei Sumeri e degli Egizi. Lo sviluppo poi della coltivazione dell'orzo, elemento base che una volta diventato malto viene usato nella fermentazione, dove viene aggiunta l'acqua e il luppolo. Naturalmente poi ogni di sistema di lavorazione cambia a seconda della tipologia di birra che si vuole realizzare. Un processo comunque non molto complesso e basato su elementi di facile reperibilità, a cui naturalmente vanno aggiunti gli strumenti adatti e quella bravura nel saper trovare il giusto gusto. Ecco perchè negli ultimi anni abbiamo assistito a questo vero e proprio boom, con bottiglie artigianali che ormai sono presenti in ogni supermercato, bar o pub dove viene spillata anche alla spina. Alle officine farneto Roma, ogni anno espongono più di 60 produttori artigianali, altrettanti anche all'Eur così come anche in molti altre località italiane. Non c'è praticamente regione o provincia che adesso non abbia birrifici artigianali. Anche se l'Italia è sempre più stata famosa per il vino i risultati ottenuti con queste birre no industriali sono ottimi, e siamo solo all'inizio.