Miscellanea

Quando potare il vigneto seguendo le fasi lunari

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L’agricoltura biologica prevede il rispetto di una serie di regole che consentono a chi la pratica un soddisfacente raccolto di prodotti vegetali  non inquinati da disinfettanti e da pesticidi.

La viticoltura è una delle attività agricole più diffuse nelle nostre campagne che si prestano all’impianto dei vigneti ecosostenibili e alla produzione di eccellente uva da tavola e da trasformazione.

Le attività legate alla realizzazione del vino, secondo tradizione tramandata dagli anziani, dovrebbero avvenire in concomitanza con le fasi lunari che influiscono in modo determinante sulla  riuscita dell’ impianto del vigneto,  della potatura delle viti, dell’irrigazione della vigna, della vendemmia, della pigiatura dell’uva, del travaso del vino, generando, alla fine dell’iter produttivo, vini eccellenti per qualità organolettiche e ricchi di oligoelementi essenziali alla salute.

Coloro che si dedicano alla viticoltura biologica per professione o per diletto, al fine di programmare ogni azione, aquistano o consultano online un calendario lunare che indica i giorni e i mesi dell’ anno utili al compimento delle singole operazioni. Infatti coltivare seguendo le fasi lunari significa fondamentalmente conoscere i periodi in cui la Luna favorisce l’impianto delle giovani viti e la loro crescita oppure  la potatura dei tralci, il raccolto e la trasformazione dell’uva, prima in mosto, poi in vino.

Nel mese di febbraio, ad esempio, appena le temperature cominciano ad innalzarsi, dopo aver consultato il calendario lunare si dovrebbe segnare nell’agenda delle semine e dei raccolti i giorni di luna calante in cui procedere alla potatura delle viti, eliminando i tralci più deboli e lasciando ad ogni piantina dai tre agli otto rami. Da prevedere anche il travaso del vino per farlo durare più a lungo. Il vino vecchio andrebbe travasato all’aria mentre il vino nuovo dovrebbe essere ossigenato per farlo schiarire e andrebbe imbottigliato anzitempo qualora la fermentazione non dovesse procedere in modo normale.

La potatura delle cime dei tralci, al fine di agevolare il nutrimento dei grappoli, andrebbe eseguita nel mese di giugno sempre in fase di luna calante perché si ritiene che in questa posizione la Luna aiuti la crescita delle radici di tutte le piante verso cui affluisce, copiosa, la linfa con conseguenti irrobustimento del fusto ed aumento di frutti. Unica eccezione alla regola è costituita dalla potatura delle viti giovani da eseguire per tre anni consecutivi in fase di luna crescente affinché il succo dei grappoli diventi denso e concentrato. La potatura a regola d’arte vuole che vengano lasciate ad ogni tralcio le ultime 6/7 foglie che si trovano dopo l’ultimo grappolo.