Alla scoperta dei vini del Lazio

{CAPTION}

 

La città di Roma e tutta la regione del Lazio, sono conosciute per essere luoghi  in cui  si gusta ottima cucina tradizionale e  anche un’eccellente produzione di vino. Da qualche tempo infatti molti dei turisti che giungono nella capitale per delle gite, dopo aver prenotato negli hotel per gruppi a Roma, decidono sempre di fare un tour enogastronomico alla scoperta di questa regione.

Il Lazio ha una lunga tradizione per quel che riguarda la degustazione dei vini, girando per la capitale è possibile trovare numerose trattorie ed enoteche,che offrono una ricchissima selezione di vini tipici del territorio.

I migliori vini del Lazio

La maggior parte dei vini prodotti del Lazio sono di  origine controllata e sono tra i più esportati al mondo, inoltre la regione offre una vasta scelta sia di bianchi che di rossi e rosè.

Cesanese del Piglio

Questo vino rosso, di tipologia DOCG viene prodotto in Ciociaria, nelle campagne che circondano i comuni di Piglio ed Anagni. Come tutti i vini di qualità deve rispettare delle precise regole di coltivazione, infatti per il Cesanese del Piglio è vietata la forzatura. Tutte le pratiche, compresa quella dell’imbottigliamento, devono essere praticate nella zona DOC, per evitare che il vino si guasti.

Aleatico di Gradoli

Questo vino rosso DOC viene prodotto nelle campagne del nord della Tuscia e si contraddistingue soprattutto per il suo gusto di frutta fresca e la sua dolcezza.

Ha una storia antichissima, risalente agli Etruschi.  Secondo la leggenda il vino è nato in una grotta, chiamata Poggio del Diavolo, qui  viveva il demonio che terrorizzava gli abitanti locali, finchè  non venne sconfitto da un leone. Da qui nacque una vite, infatti lo stemma riportato sull’etichetta del vino rappresenta proprio un leone accanto ad una vite.

Frascati

Il  vino bianco DOC  Frascati è tra i più importanti e conosciuti della regione, viene prodotto nelle terre alle porte di Roma.

Il vino Frascati si caratterizza per le diverse tipologie che presenta, tra queste troviamo:

  • Malvasia bianca di Candia

  • Bombino Bianco

  • Trebbiano Bianco

Le principali particolarità del vino di Frascati:  olore paglierino, odore delicato, sapore secco.

Castelli Romani

Quella dei Castelli Romani è una delle zone più famose per la produzione del vino, soprattutto er le numerose varietà presenti tra cui il DOC Castelli Romani bianco.

Questo tipo di vino si sposa a meraviglia con i piatti di pesce  e gli antipasti,  presenta un colore paglierino poco intenso e al palato risulta essere fruttato e frizzantino.

 

Alla scoperta del Nero di Troia

{CAPTION}

 

BISCEGLIE, La “GIORNATA DELL’ASSAGGIATORE” ONAV

 

ALLA SCOPERTA DEL NERO DI TROIA

Oltre 20 vini in degustazione, curiosità e approfondimenti sul vitigno autoctono pugliese

 

Si chiama “Giornata dell’Assaggiatore” la manifestazione dedicata interamente al vitigno autoctono “Nero di Troia” che si svolgerà al Nicotel Bisceglie (Via della Libertà, 62 – Bisceglie) il prossimo 13 novembre. Si tratta del terzo appuntamento dell’anno e rientra nel programma di formazione tecnica dedicata ai soci Onav ed è organizzata da Onav Nazionale in collaborazione con la Sezione di Bat e Bari.

Da 65 anni ormai l’ONAV organizza corsi annuali aperti a chiunque sia curioso di conoscere l’interessante e affascinante mondo del vino.

Il Nero di Troia è un vitigno che matura a inizio di ottobre, caratterizzato dalla buccia nera e spessa, con polpa carnosa e dolce. Secondo la leggenda l’eroe greco Diomede, conclusasi la guerra di Troia, navigò per il mare Adriatico fino a risalire il fiume Ofanto e lì, trovato il luogo ideale, fondò varie città fra cui l’antica Canusium e vi piantò quei tralci di vite che aveva portato con sé come ricordo e che diedero origine all’Uva di Troia.

Leggenda a parte, la prima pubblicazione scientifica in cui compare la denominazione Uva di Troia o Vitigno di Canosa risale al 1875, quando il direttore della cantina sperimentale di Barletta, il professor Giuseppe Frojo, membro del comitato Ampelografico Centrale, con l’intenzione di rispolverare l’antica leggenda, ribattezzò il vitigno della vicina e antica Canusium Uva di Troia. Prima di allora, invece, si era sempre utilizzata la denominazione Vitigno di Canosa, come confermato da una memoria pubblicata nel 1844 a firma di Achille Bruni, docente di Botanica all’Università di Napoli e curatore della Nuova Enciclopedia Agraria. Nella descrizione, indicando i vitigni indigeni a bacca rossa coltivati nel territorio ofantino, il Bruni cita precisamente: Vitigno di Canosa, Zagarese e Gaglioppo.

Oggi il Nero di Troia è il terzo vitigno autoctono a bacca nera più diffuso della regione (circa 2.500 ettari) e contraddistingue la vitivinicoltura del centro-nord della Puglia, trovando la sua terra d’elezione sui terreni calcarei delle colline dell’Alta Murgia, dove è alla base dei vini rossi della denominazione Castel del Monte (circa 1.900 ettari), e della Capitanata.

 

Questo il programma:

DOMENICA 13 NOVEMBRE 2016 – NICOTEL BISCEGLIE

 

Ore 10,00 – Presentazione del territorio di produzione e del vitigno Nero di Troia

Ore 10,45 – Degustazione guidata di un’ampia selezione di vini ottenuti dal vitigno Nero di Troia tra le eccellenze del territorio

Ore 13,00 – Pranzo

Ore 15,30 – Conclusione della giornata

 

Interventi:

Vito Intini, Presidente Nazionale Onav

Michele Alessandria, Direttore Nazionale Onav

Pasquale Porcelli, Consigliere Nazionale e Delegato Onav Bat

 

Per info e prenotazioni: ONAV BAT (345-9686350 – bat@onav.itwww.facebook.com/onavbat)