Enotica

Enotica

VII edizione del Festival del Vino e della Sensualita'
17, 18 e 19 marzo 2017

Odori, sapori ed effusioni da un altro mondo possibile!
Tre giorni ad alto tasso afrodisiaco

dedicati all’immortale connubio fra Vino ed Eros.

Degustazioni di vini e cibi biologici e biodinamici, provenienti da tutta Europa.
Cinema. Cabaret. Concerti. Mostre. Dj set.

 

Enotica, la manifestazione più attesa della primavera romana, dedicata all’immortale connubio fra Vino ed Eros, per il settimo anno si presenta come uno degli eventi più variegati della stagione.

Dal 17 al 19 marzo, la suggestiva ed unica location del Forte Prenestino, storico spazio romano occupato ed autogestito, diventa teatro di un novello “baccanale” e punto di snodo della cultura critica ed indipendente; avanguardia di uno stile di vita alternativo ai ritmi frenetici del vivere quotidiano. Tre giorni di degustazioni e spettacolo dal vivo, in cui la condivisione di un buon bicchiere di vino si unisce alla musica, all’ arte, alla poesia, in un incontro di piaceri. La manifestazione conduce i visitatori attraverso un percorso sensoriale d’eccezione, ricco di suggestioni inebrianti e di piena libertà per le papille gustative ed i neuroni in fermento.

Confermando la line up delle precedenti edizioni, il programma offre tre giorni di concerti, mostre, spettacoli ed i prodotti di circa 60 vignaioli e contadini autentici, appassionati testimoni dell’antico messaggio che unisce la dolcezza del vino alla convivialità.

Protagonista è il Vino Critico, rigorosamente biologico e naturale, di provenienza certificata, che non specula sul prezzo, che rispetta l’ecosistema e rigorosamente non filtrato e deviato dalla produzione agricola industriale di massa.

Co-protagonista, naturalmente, il Cibo, con una ricca offerta di prodotti contadini provenienti da diversi territori europei, che esaltano l’importanza della biodiversità insieme alla produzione biologica. Enotica esalta i prodotti degli artigiani del vino e dei cibi biologici e biodinamici nell’incontro con i consumatori, per favorirne il consumo critico e consapevole, che presuppone la conoscenza dei prodotti, il desiderio di trasparenza sui prezzi, la cura dell’impatto ambientale. L’Eros è l’ospite speciale, la sottile energia e vibrazione dionisiaca che il tasso alcolico ed un buon pasto possono favorire nell’essere umano. I visitatori sono condotti dagli effluvi, attraverso un sentiero sensoriale che si snoda fra le sotterranee CentoCelle, ricco di suggestioni inebrianti e di piena libertà per le papille gustative ed i neuroni in fermento, dove si può scoprire anche la crema Enorotica del Pasticcere dell’Amore. In nome della sensualità, un programma fitto di djset e di concerti. Tanti i nomi in programma, musica allo stato puro con gli Skasso, il mitico Adriano Bono, i Goodbye Horses, i Funky Pushertz i Kutso, i Lemon Squeezers, i Pink Puffers, i Wogiagia, fino alle sonorità dei The Club Swing Band. Tra un bicchiere di vino e l’altro verranno servite acrobazie, giocolerie, danza ed immancabile la performance ed il cabaret dal retrogusto afrodisiaco di Lilith Primavera.

Enotica nasce dall’esperienza dell’Enoteca Forte Prenestino, che dal 2004 persegue il percorso iniziato dalla prima edizione di Terra e Libertà/Critical Wine, iniziativa che ha avuto tra i suoi principali ideatori l’anarco-enologo Luigi Veronelli, con l’ambizioso obiettivo di contrastare le catene di distribuzione, per riscoprire la sensorialità del gusto e immaginare un circuito virtuoso tra qualità dell’ambiente, della produzione e delle relazioni sociali. Anche quest’anno si potrà votare il vino più Enotico!

Ingresso: 5 euro

domenica sottoscrizione libera fino alle ore 14:00 / dalle 14:00 in poi sottoscrizione 3 euro

c.s.o.a Forte Prenestino . via F. Delpino s.n.c. Roma

Info: info@enotica.net; www.enotica.net

Diffusione e Stampa: ARTINCONNESSIONE. artinconnessione@gmail.com

tel +39.3932969668  . www.artinconnessione.com

PROGRAMMA 2017

Le Degustazioni
Venerdì 17 dalle ore 16:00 alle ore 22:00
Sabato 18 dalle ore 15:00 alle ore 21:00
Domenica 19 dalle ore 14:00 alle ore 20:00
L’accesso è consentito fino ad un ora prima della chiusura

Il Mercato (TerraTerra, Genuino Clandestino e altre realtà contadine)
Venerdì 17 dalle ore 17:00
Sabato 18 dalle ore 15:00
Domenica 19 dalle ore 9:00

Venerdi 17 Marzo
Nei sotterranei – Degustazione dei vini dalle 16.00 alle 22.00
Cerca nelle celle il pasticcere dell’Amore e le sue “Dolci Effusioni”. Scopri la sua crema Enorotica
Dj set dalle 15:00 alle 22:00 ( piazza destra: 22 DJ TRICKBABE _  sotterranei  MARIO DREAD)

Palco Grande _ Piazza d’armi
ore 22.00 _ concerto di Skasso

Skasso è musica allo stato puro, musica di tutti i generi fusa nel ritmo ska in levare della musicaa jamaicana con una nota Cantautoriale. Gli Skasso nascono nel 2008 a Ciciliano, in provincia di Roma, dove i componenti del gruppo hanno origini e radici. Finiti i primi lavori iniziano le esperienze live della band, a cui immediatamente vengono proposte serate, apprezzate dal pubblico per la potenza musicale e l’impatto carismatico dimostrata sul palco. Stay Rude, Stay Skasso!

23:15 _ concerto di Adriano Bono Power trio

Autore, cantante, polistrumentista, organizzatore di eventi e produttore dalle mille anime musicali. Nell’autunno del 2009 divorzia dal collettivo Radici Nel Cemento, della quale dal 1993 era stato fondatore, cantante e autore. Nello stesso periodo fonda e milita anche ne La Tribù Acustica. Nell’autunno del 2008 vara La Minima Orchestra. Dal 2009 è l’ideatore e il direttore artistico di uno spettacolo itinerante chiamato “The Reggae Circus”. Nel Settemre del 2012 esce il suo primo disco solista, a nome Adriano Bono e la Banda De Piazza Montanara, intitolato ‘996 Vol.1’ e interamente dedicato ai sonetti romaneschi di Giuseppe Gioachino Belli. Nel Maggio 2015 e 2016 è il direttore artistico delle prime due edizioni del Pé Strada – Buskers Festival for Emergency.

00.30 _ concerto The Club Swing Band

Formazione composta da sette musicisti accomunati dalla passione per lo swing e da un’amicizia consolidata attraverso svariate peripezie musicali. Il gruppo è di Alvito e nasce nel 2004 come quartetto. Prende il nome da un club della loro citta, una sorta di centro giovani autogestito arrangiato in una vecchia casa in rovina, dove avevano la loro sala prove. Forti di una coinvolgente presenza sul palco, rodati dalle diverse date e da un intero tour negli U.S.A. assicurano show decisamente coinvolgenti.

2:00 chiusura

Sabato 18 marzo
Nei sotterranei – Degustazione dei vini dalle 16.00 alle 22.00
Cerca nelle celle il pasticcere dell’Amore e le sue “Dolci Effusioni”. Scopri la sua crema Enorotica.
Djset dalle 18:00 alle 21:00 Dj set 15.00 – 22.00 (Orange Beat Sound System e Mario Dread)

Sala da tè ore 20:00 _ concerto Goodbye Horses

Palco grande _ Piazza d’armi
21:30 _ concerto/performance burlesque di Lilith Primavera

È una performer che lavora col corpo ed una regista situazionista che mostra mondi alternativi, cosmi privati e incubi collettivi. Si esibirà cantando e suonando il basso. Ad accompagnarla Mirko D’Ettori alla voce ed alla fisarmonica e Giuditta Sin in una performance burlesque.

22:45 _ concerto di Funky Pushertz

Mastunzò, Reddog, Boom Buzz i rapper, Kayaman il singer e Tonico70 il beatmaker: sono i Funky Pushertz e provengono dall’hinterland partenopeo. La crew Funky Pushertz nasce nel 2003, con l’intento di ricercare il proprio sound nelle radici della black music. Il suono, pur rimanendo aperto alle più varie influenze, accentua sempre di più quello che ormai è diventato il loro marchio di fabbrica: Il Funk. Da ciò l’esigenza di registrare il disco anche con l’ausilio di musicisti e di conseguenza portare live sui palchi uno show sia in dj set che con band.

23:50 _ concerto dei Kutso

I componenti di questa band uniscono scherzo e provocazione ad un linguaggio musicale gioiosamente frenetico. La loro musica solare e irriverente è il tappeto sonoro di testi segnati da forti dosi di simpatico disfattismo e smielato sarcasmo. I concerti, veri e propri mix esplosivi di nonsense, disperazione, movimenti inconsulti, invettive e travestimenti estemporanei trasportano il pubblico in un’atmosfera surreale e sgangherata. Nel 2013 hanno pubblicato il loro primo album ufficiale “Decadendo (su un materasso sporco). Il primo singolo estratto, “Lo sanno tutti”, è stato accompagnato da un video irriverente girato con la crew di comici “The Pills”.

00:45 _ concerto dei Lemon Squeezers

Un mix di electro swing, funk e dance esplosivo; storico gruppo del panorama musicale bresciano. Con le loro composizioni creano sonorita` originali combinando stili e atmosfere musicali di periodi diversi a sonorita` elettroniche. Sono sinonimo di entusiasmo, testimoni di una leggerezza complicata, un centrifugato di energia nuova.

2:00 chiusura

Domenica 19 Marzo
Nei sotterranei – Degustazione vini dalle 14.00 alle 20.00
La domenica vede una versione più soft e più familiare di Enotica.
L' eros lascia il posto da protagonista al buon cibo naturale e alla convivialità
Palco Grande _ Piazza d’armi
dalle ore 14:00 Radio Forte, a seguire il djset Soul Kitchen, Dj Rebel, Mario Dread

ore 18:00 _ concerto dei Pink Puffers

I Pink Puffers Drum & Brass Phunk Band, visti da lontano, sono una brass band, ma un occhio esperto capisce che, piucchealtro, non è così: da davanti è un conto, da dietro un altro, da destra e da sotto un altro ancora; da fuori non fanno del male a nessuno, ma chi ci è entrato dentro non è più tornato. I Pink Puffers sono musicisti a fiato e a percussione, ma non necessariamente in quest’ordine. Si possono dividere in due gruppi: gli strumenti e le persone, cioè sassofoni, sousaphoni, trombe, tromboni e percussioni. I Pink Puffers sono una brass band che si ispira, quindi, al funk genetico delle brass band americane, modificato però dalle deviazioni e perversioni rock in cui sono nati, crescuiti e sopravvissuti la maggior parte dei musicisti Pink Puffers, e non solo. Il risultato è un genere che non è Punk e non è Funk, ma è PHUNK; un genere che va dal soul all’heavy metal, passando per il jazz e l’hard rock senza nessun limite o pregiudizio raziale. Unica condizione è che ci vuole fiato!

ore 19:15 _ concerto dei Wogiagia

Nascono nel febbraio 1999 nella periferia Nord di Roma, con lo scopo di “musicare” le prime “liriche reggae” che già da tempo alcuni dei componenti scrivevano sotto forma di poesia. La prima formazione a cinque lascia ben presto il posto ad una più ampia che fa della contaminazione musicale la connotazione principale del progetto: reggae, jazz, rock, ska. Dal 2011, i quattro album dei Wogiagia, compreso l’ultimo: FACCIO CAUSA AI 7 NANI, sono usciti in vendita in tutti i più importanti Stores digitali. Nel 2014 la band ha presentato “In coda” il nuovo disco, prodotto attraverso il crowdfunding.

Tra un bicchiere di vino e l’altro verranno servite acrobazie, giocolerie, danza, musica.

 

I promotori _ ENOTECA FORTE PRENESTINO_ L’ Enoteca CSOA Forte Prenestino, nasce ufficialmente nel 2008, ma il suo percorso inizia già qualche anno prima con l’organizzazione, nel 2004 e nel 2006, delle due edizioni romane della c.d. Critical Wine. Il progetto delle “Fiere dei particolari” Critical Wine nacque nel 2003, dall’incontro tra Luigi Veronelli, l’anarcoenologo, e quei movimenti sensibili ai problemi della terra, dell’ambiente e dell’agricoltura. Il risultato di questo incontro è stato la nascita di un progetto che vede uniti produttori e consumatori contro un’agricoltura estensiva e industriale, per la valorizzazione dei vitigni autoctoni e della vinificazione artigianale; per la trasparenza sui prezzi e i ricarichi della filiera distributiva. Tra le proposte avanzate da questo movimento: il catalogo di autocertificazione terra e libertà/critical wine, ossia il diritto/dovere di indicare l’origine delle materie prime, la loro tipologia, i metodi di trasformazione, di conservazione e di confezionamento usati, affinché possa essere giudicata la qualità del prodotto prima dell’acquisto e possa essere conosciuta interamente la filiera produttiva; la denominazione comunale d’origine, affinché la produzione e la provenienza della relativa materia prima di ogni singolo territorio sia garantita e certificata dal sindaco, in modo tale da localizzare le responsabilità relative ai rapporti di produzione, alla qualità e ai prezzi dei prodotti;  il prezzo sorgente, ossia il primo prezzo al quale il produttore vende il proprio prodotto prima di ogni altro ricarico dell catena commerciale, persegue gli obiettivi summenzionati attraverso, soprattutto, il rapporto diretto con i  produttori, senza intermediari e con una continuità che dura, nella maggior parte dei casi, sin dalle origini del progetto stesso.

 

Le Attività _ Partecipa ed è tra i promotori dell’iniziativa Terra Terra, progetto di un mercato auto-organizzato da produttori locali e biologici, che si rifà ai principi del movimento di Terra e libertà/critical wine, con un respiro più ampio, che non solo riguarda la produzione vitivinicola, ma tutta la produzione agricola, i suoi derivati e le sue lavorazioni, dall’olio alle verdure, dal pane ai formaggi, salumi, miele, e prodotti per l’igiene e farmaceutici, completamente naturali e non testati su animali. L’Enoteca csoa Forte Prenestino è soprattutto uno spazio libero, uno spazio di libera convivialità, in cui in questi anni si è stato dato spazio a numerose iniziative musicali e artistiche, nel significato più ampio del termine, che hanno dato un forte contributo e sostegno al progetto suddetto. Inoltre, è possibile assistere a serate di degustazione dei vini venduti presso l’enoteca stessa, presentati dagli stessi produttori, che raccontano agli astanti, la meravigliosa avventura della nascita dei propri vini, autocertificando così, attraverso le loro storie e con le loro parole l’originarietà e la tipicità dei loro prodotti.

 

Ingresso: 5 euro c.s.o.a Forte Prenestino . via F. Delpino s.n.c. Roma www.enotica.net

Diffusione e Stampa: ARTINCONNESSIONE. artinconnessione@gmail.com tel +39.3932969668  . www.artinconnessione.com

Ad ogni piatto il suo vino

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Quando si dice che il vino deve “pulire perfettamente la bocca” significa che deve essere  in completa armonia con il cibo che ingeriamo e far sì che ogni boccone mantenga inalterato il proprio gusto dall’inizio alla fine del pasto. Che si tratti di un vino rosso, bianco, di uno liquoroso, di un rosato o di uno spumante, ogni tipologia di vino, servito alla giusta temperatura, si abbina perfettamente a determinati tipi di piatti, esaltandone sapori e profumi. Anche se è il gusto personale che dovrebbe sempre guidare la scelta del vino da abbinare alle pietanze, è pur vero che ci sono delle regole basilari che andrebbero sempre rispettate per avere un giusto equilibrio nell’abbinamento. Per fare un esempio pratico, un piatto particolarmente delicato andrebbe accompagnato con un vino altrettanto tenue, così come un piatto importante dai sapori decisi predilige un vino particolarmente robusto e corpulento.

Questo perché quando si consuma la stessa pietanza, dopo i primi bocconi, i segnali che le papille gustative inviano al cervello sono sempre menoforti e la conseguenza è che comincia a diminuire la percezione e quindi anche l’apprezzamento che abbiamo di quel sapore. È proprio in questa fase che entra in gioco il vino, nel senso che, se è quello giusto, sarà in grado di pulire la nostra bocca ad ogni boccone e ad esaltare il sapore del cibo fino alla fine. Sono sempre più i sommelier che, attualmente, prediligono un abbinamento in contrapposizione, ossia le caratteristiche del vino da abbinare e del cibo al quale si abbina non devono essere simili ma, al contrario, il vino deve attenuare o esaltare il sapore dominante del cibo al quale si accompagna.

Per capirci meglio, se il cibo che ci viene servito ha un gusto particolarmente acido, abbinando un vino simile, ossia dal sapore altrettanto acido si andrebbe a raddoppiare il grado di acidità che percepiamo, creando una inevitabile sensazione sgradevole per il nostro palato. In questo caso, quindi, l’abbinamento ideale sarebbe quello di un vino morbido capace di attenuare l’acidità del cibo. Per lo stesso ragionamento, un vino acido andrebbe benissimo per un cibo particolarmente grasso. Ma aldilà delle varie scuole di pensiero, se non siamo dei professionisti del settore, sceglier un vino e, più che altro, non scegliere quello sbagliato, non è poi così difficile. Se vengono serviti dei tipici piatti regionali o locali, non si può sbagliare se si sceglie un vino che provenga dalla stessa zona, affine per profumo e per sapore. Il linea di massima, quello che mai si dovrebbe fare è scegliere un vino rosso importante per crostacei e molluschi, o un vino bianco liquoroso per carni rosse e selvaggina. Il vino deve sempre esaltare il sapore del cibo al quale si abbina e mai sovrastarlo completamente. Quindi preoccupiamoci sempre di sapere che tipo di portate ci verranno servite e, senza pericolosi esperimenti, scegliamo un vino che vi si abbini e che soprattutto sia in linea con il nostro gusto. Se la scelta è quella giusta, ogni boccone sarà buono esattamente come il primo.

Vino, tradizione e novità  del settore: tutti gli eventi a cui partecipare

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Tra la fine di questo anno e l’inizio del 2017, saranno molti gli eventi dedicati al mondo dei vini e dei distillati.

A partire dal mese di dicembre, proprio in concomitanza con il capodanno a roma, si terrà presso la Città dell’altra Economia in zona Testaccio, la manifestazione “Vignaioli artigiani naturali”, due giorni ricchi di appuntamenti dedicati alla produzione naturale del vino sul territorio italiano. A partire dalla tarda mattinata si potrà prendere parte a degustazioni di vini prodotti da varie cantine provenienti da tutta Italia, la caratteristica comune della produzione proposta è che si tratta di uva coltivata senza alcun tipo di forzatura, completamente priva di processi chimici di sintesi e che rispetta l’antica tradizione della vigna. Ci sarà spazio anche per un dibattito importante proprio sul tema, con interventi mirati che riguardano la sempre più sentita esigenza di ottenere una legislatura anche a livello europeo, che tuteli questa tipologia di produzione. Durante la manifestazione si potranno degustare vini accompagnati da musica live e assistere alla visione di due pellicole cinematografiche sul mondo dei vini “Mondovino” e “Resistenza naturale”

Ad inizio anno nuovo, più precisamente a Sassari presso le cantine della Tenuta Dettori, nel mese di gennaio si terrà una rassegna dedicata alla coltivazione biodinamica. Il seminario durerà un weekend e sarà tenuto da un famoso viticoltore francese che ha dedicato e applicato alle sue vigne la coltivazione biodinamica, producendo vini ormai famosi in tutto il mondo. L’occasione sarà importante anche per capire come curare una vigna e la cantina seguendo questa tecnica molto in voga. A fine serata degustazione di alcune delle migliori bottiglie con la guida di una famosa sommelier italiana. Costo del seminario circa 130 euro, mentre per la sola degustazione di 100 euro.

Tra fine gennaio e febbraio anche Cuneo ospiterà un evento sempre sulla biodinamica applicata al mondo dei vini, con la partecipazione di un esperto italiano che affronterà le tematiche relative alla gestione del terreno, della vigneto e della vinificazione. La quota di partecipazione è di euro 60.

Nel mese di marzo a Vicenza Expo si terrà “Sorgentedelvino LIVE” giunta ormai alla nona edizione. Tre giorni di manifestazione ricca di appuntamenti con l’intento di rappresentare ed esaltare il territorio, la tradizione e le coltivazioni naturali.

Per finire in bellezza, ad aprile presso Verona Expo, ci sarà quella che ormai è la classica e più famosa fiera di settore: Vinitaly 50° edizione. Approfondimenti, espositori italiani ed esteri, degustazioni di cibi tradizionali da accompagnamento ai vari vini e distillati, seminari sul settore agroalimentare e tutte le sue novità e soprattutto grandi chef stellati che prepareranno piatti eccezionali da accompagnare ai diversi vini.

 

 

 

Qual’è il vino rosso più indicato per il pranzo domenicale?

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Un bel vino rosso in grado di esaltare un pranzo abbondante ma soprattutto allegro perché passato in compagnia: non solo l’appuntamento domenicale con i parenti ma anche il brunch con gli amici ad esempio o l’evento e l’occasione speciale da festeggiare. L’importante è che non manchi una buona bottiglia di vino che metta tutti d’accordo e magari un gran finale con bottiglie pregiate di rum Caroni.

Una breve ma preziosa selezione di vini rossi di eccellente qualità

Il primo consiglio fa riferimento ad un Chianti classico Riecine, prodotto dall’uva rigorosamente colta a mano e poi pestata con i piedi. Il profumo è quello dei lamponi gialli, dell’eucalipto e della radice di liquirizia. Il gusto è rotondo, fresco, dai tannini eleganti e un finale floreale di rosa. Per la produzione di questo Chianti classico Riecine si utilizzano uve di qualità sangiovese e la bottiglia costa all’incirca una ventina di euro. L’abbinamento è perfetto se cucini quaglie arrosto con patate al sale di Cervia (oppure se conosci già il menù).

Un vino dal bel rosso acceso e luminoso è il Fiorano 2010. Il suo profumo ricorda cassis, rabarbaro e leggeri tocchi di fiori rossi. La nota iodata che lo contraddistingue viene esaltata da una vena acida che sfocia in un finale persistente. Il Fiorano nasce nella zona di Roma da uve Cabernet Sauvignon e Merlot e il prezzo a bottiglia si aggira intorno ai 45 euro.

Il Sassicaia Bolgheri doc 2012 nasce dal terreno sassoso della collina che domina Bolgheri ed ha un inconfondibile colore rubino e luminoso. Il profumo è di more di rovo, eucalipto con un finale selvatico e speziato. Il gusto è rotondo, complesso e pieno. Richiama frutti rossi e note di polvere di cacao con tannini raffinati e persistenti. Le uve utilizzate per la sua produzione sono le Cabernet Sauvignon e le Cabernet Franc. Un vino speciale, che si abbina perfettamente alle costolette di agnello al forno ma che ha un costo più elevato rispetto agli  altri, da dedicare ad una vera occasione da festeggiare. La bottiglia costa in effetti 150 euro.

Un vino all’altezza di ogni aspettativa è il San Leonardo 2008 della Tenuta San Leonardo del Trentino. Prodotto dalle uve Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Carmenere, Merlot, il San Leonardo del 2008 è di un color rosso intenso e luminoso, con profumo di visciole e menta e sfumature speziate e fresche. Il gusto è rotondo, caldo e cremoso con un piacevole finale acido e balsamico. Si abbina alla perfezione con piccione arrosto e patate profumate al timo e la bottiglia costa circa 40 euro.

Infine, un’eccellenza tutta pugliese come il Nero di Troia 2013, prodotto dalla cantina Passalacqua di Apricena, in provincia di Foggia. Le uve sono quelle pure del Nero di Troia, il profumo ricco di ciliegie, fiori rossi con richiami di rabarbaro e menta. Il gusto è avvolgente e fresco e  si chiude con il sapore di cacao amaro e tocchi salini persistenti. Qui si abbina al cinghiale al tegame con le patate e la bottiglia costa circa 10 euro.

 

 

Alla scoperta dell’eccellenza vitivinicola italiana che affonda nella storia. il Prosecco

Prosecco-PVC

Il prosecco, uno dei gioielli vanto della tradizione enologica italiana, è considerato oggi un vino bianco che negli anni ha raggiunto e superato il suo rivale d’oltralpe, lo Champagne, diventando dunque il vino italiano maggiormente amato ed esportato. Molte sono le richieste di questo pregiato e sofisticato vino, provenienti da tutto mondo: dal Regno Unito alla Svizzera, dalla Germania al Canada. Si prospetta, per rispondere alle ingenti domande, di estendere i vitigni di circa 3.000 ettari destinati alla sua produzione.

Il prosecco. Scopriamo dunque un pò di questo vino che non conosce frontiere.
La sua zona di origine è la splendida zona collinare che abbraccia il capoluogo friulano, Trieste, e che oggi viene riconosciuta unanimemente come la zona del prosecco.
La sua storia ha inizio circa nel XVI, quando si spacciò l’antico vino locale “ribolla” come l’erdere del “pucino”, leggendario vino che allietava le serate dei romani, tanto celebrato nella “Naturalis Historia” da Plinio e amato da niente meno che la moglie dell’imperatore Augusto, Livia.
Ma col tempo, aumentarono le richieste di un vino ben commercializzato da una città dalla grande tradizione marittima come Trieste.
Nacque quindi l’esigenza di distinguerlo dai prodotti meno pregiati e, ispirandosi alla zona di produzione (Torre di Prosecco, nell’omonima località), prese il nome attuale con il quale è apprezzato in tutto il mondo.

Oggi il prosecco è uno squisito vino frizzante bianco la cui produzione si è allargata dal Friuli Venezia Giulia (nelle province di Gorizia, Trieste e Pordenone) alla maggior parte del Veneto (escluse le province di Verona e Rovigo) garantito con il marchio DOC.
Quello prodotto a Conegliano (sede della più antica scuola di Enologia d’Italia e dal cui castello il panorama sui colli ammantati di viti è spettacolare), a Valdobbiadene , nella zona dei Colli Asolani e di Montello, vantano anche il marchio DOCG.

Il Prosecco alle origini era un semplice bianco frizzante. Solamente in seguito fu seguito il metodo Charmat, ossia la spumantizzazione, che lo ha fatto apprezzare sulle tavole di tutto il mondo. In realtà i puristi preferiscono chiamare questo vino “Glera”, dal nome delle uve da cui deriva: grappoli rigogliosi, grandi e lunghi.
Un prosecco deve contenere almeno l’85% di questa uva e non più del 15% può essere costituito da uve quali Chardonnay, Bianchetto, Pinot nero, bianco e grigio, e Perera.
E’ bene ricordare che solo il vino prodotto da uva gherla, nelle zone vitivinicole di cui sopra, possono essere denominati prosecco.

Un vino dal brillante colore dell’oro, che inebria con la sua fresca fragranza floreale e con il suo gusto frizzante, fortemente aromatico e con una decisa acidità garantita dal metodo Charmat. E’ un vino con poche proteine, grassi e pochi zuccheri: infatti il suo apporto energetico deriva essenzialmente dalla gradazione alcolica, peraltro mai troppo alta, aggirandosi questa sui circa 10,5°- 12°.
Esistono tre varietà di prosecco: lo spumante, con un “perlage” costante e fine, perfetto per accompagnare i dolci e gli aperitivi; il frizzante, più delicato che si abbina al pesce; il prosecco “tranquillo”.
Il metodo migliore per godere al meglio di questo vino è a temperatura piuttosto fresca, tra i 6° e i 10°.